conto corrente per protestati: tutto quello che c'è da sapere

Chi sono i protestati? Si tratta di una parola poco comune nel linguaggio di tutti i giorni – ma chi ne conosce il significato, sa che si utilizza per indicare una condizione molto complessa, associata a persone segnalate come cattivi pagatori dagli istituti bancari – e a cui viene quindi preclusa la possibilità di accedere a gran parte dei servizi bancari tradizionali.

Per questa ragione è stato concepito uno strumento dedicato, noto come conto corrente per protestati, che permette la gestione dei propri risparmi in modo del tutto analogo a un conto corrente “normale”. Ma in cosa consiste esattamente un “protesto” – e come si fa a diventare “protestati”? Vediamolo nel dettaglio.

I protestati sono individui che non sono stati in grado di onorare il pagamento di una cambiale, di un vaglia o che hanno emesso un assegno scoperto, costringendo il creditore a sollecitare l’iscrizione del loro nominativo all’interno di un registro apposito, noto come Registro dei Protesti. Per le cambiali a vista, il cosiddetto “protesto” può essere effettuato dopo un anno dalla data di emissione; mentre per le cambiali con data certa, il protesto scatta a partire dal primo giorno feriale successivo alla scadenza della cambiale. Per quanto riguarda gli assegni, un protesto può essere effettuato entro il termine utile per l’incasso.

Una volta che un protesto è stato “levato”, cioè depositato presso la Camera di Commercio competente per tramite di un Pubblico Ufficiale (un notaio, un ufficiale giudiziario, un segretario comunale), la persona insolvente sarà iscritta al Registro dei Protesti entro dieci giorni dalla trasmissione dell’atto. Il Registro è pubblico e comporta la quasi impossibilità di fare domanda di credito, perché sono pochi gli istituti disposti a concedere prestiti a protestati, nonché l’imposizione di uno stigma (quello del cattivo pagatore) che può avere gravi conseguenze sul piano lavorativo, condizionando i rapporti con clienti e fornitori.

Far rimuovere il proprio nome dal Registro dei Protesti è un processo lungo e si differenzia in base al tipo di debito. La soluzione più comune è il pagamento dei debiti pregressi, delle spese legate al protesto e degli interessi maturati, entro un periodo di dodici mesi dalla data di iscrizione nel Registro dei Protesti. Questo metodo non si applica agli assegni; i quali, anche se saldati immediatamente, non prevedono la cancellazione automatica dal Registro. Per ottenerla, è necessario un decreto di riabilitazione da parte del tribunale.

Tornare alla normalità e continuare la propria attività lavorativa in seguito a un protesto non è facile. Per questa ragione, Conto Corrente per Protestati si propone di fornire una seconda opportunità proponendo servizi ad hoc quali carte di debito, carte prepagate con Iban e conti di moneta elettronica per tutte le persone soggette a protesto che cercano un modo per gestire i propri risparmi, in attesa di una completa riabilitazione. Per conoscere tutte le informazioni utili sulle tipologie di conto corrente disponibili, mettiti in contatto con noi: il team di Conto Corrente per Protestati risponderà a tutte le tue domande.

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